Il giudice sul mulo Periodico perenne di linguaggi letterari.

lunedì 13 ottobre 2008

Sull'organizzazione dei sogni

di Carlo Ferri

E poi, mi sono svegliato questa mattina e ti ho chiamato. E solo la mia voce risuonava nella casa bianca di solitudine. E poi, sono andato in cucina e mentre preparavo il caffé guardavo come ebro la tazza vuota, immobile sul tavolo. E mi sono chiesto se quella sensazione d'estraniazione non ce l'avessi perché stavo ancora sognando. Sognando d'essere me stesso senza di te, con te affianco sotto le lenzuola. E mi rendo conto che la tua mancanza mi è insopportabile quanto la tua presenza lo era allora. E poi, il caffé appena pronto, che sto bevendo, mi brucia le labbra e mi strilla addosso: sei sveglio cretino. E la partenza, la tua distanza si misura negli scaffali vuoti della libreria, buchi lasciati a ricordarmi: tu idiota l'hai cacciata dalla tua vita. E la casa tutta ha perso la propria ragione, una scatola cinese che ne nasconde al suo interno un'altra ed un'altra ancora. E mi perdo in questo labirinto di sentimenti contrapposti. Vorrei addormentarmi con te e svegliarmi senza di te. E viceversa. Ma ora la casa è vuota. Vuota della tua risata, che tutta la faceva risuonare. Vuota delle composizioni di fiori secchi sul tavolo. Vuota delle tue cose, che si mischiavano alle mie. Vuota dei profumi che seguivo camminando scalzo sul parquet. E dietro di te hai lasciato solo traccia di qualche giornale letto, caratteri che s'inseguono l'uno sull'altro, che a me poi sono sempre sfuggiti, scivolati dalle pieghe della memoria. Eppure, nonostante il sogno, tu hai lasciato la tua impronta dentro di me. Tu e la tua razza e la tua odiosa cultura siete venute fin qui, fin dentro questa casa, nei luoghi più intimi del mio essere a insozzare la mia vita. A renderla unica. A dirmi che siamo solo, che siamo soli, nel confronto con l'altro. E poi ti sei congedata lasciando dietro di te quel maledetto libro. E c'hai scritto sopra nei caratteri dolci della tua bella calligrafia : uomo o farfalla?

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Piacevole, immediato, ben scritto.
Se questo è "l'antipasto" aspettiamo il resto!

Alfio Mutandotti ha detto...

E mo' chi è 'sto Carlo Ferri e n'de 'ndo viene? Qui nn su capisce pi 'na cippa, gente che viene, gene che a, con 'ste nomi improbbabile! A' Carlo Ferri vede de identficarte un po', de dirce chi sei che sennò te zompo.

Carlo ha detto...

Come potrei rifiutarmi di rispondere ad un invito sì cortese. Eccomi, sono Carlo e mi presento: semplice lettore del Giudice sul Mulo, di cui, come in altra occasione ho avuto il piacere di scrivere, apprezzo la qualità degli scritti. Ringrazio coloro che hanno letto le mie poche righe, ma sono spiacente di deluderli, non avendo grandi doti culinarie non credo potermi spingere oltre la preparazione di un modesto aperitivo. In ogni modo grazie.

Amitiés,

Carlo