Il giudice sul mulo Periodico perenne di linguaggi letterari.

giovedì 24 settembre 2009

Dal monolocale (secondo movimento)

di Norberto Giffuri

Sopra la città spoglia
Delle voci, dei gesti umani
Agosto si para innanzi
Immenso
Vuoto.

In questo spazio nudo
Non trova il mio pensiero
Un viso amico
Una sonata concertata
Una pellicola
Una vaghezza
Dove posarsi e sublimare.

Dunque fa la spola
Tra la coscienza e il cuscino
Sopra la citta muta
Si veste d’abitudine.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi ricorda un certo modernismo, quello separato e claustrofobico di Pessoa, ad esempio.

Deiv ha detto...

io non so a chi somiglia però mi piace e ci ritrovo la mia angoscia.

Peter Caramellone ha detto...

E' bella, però se te devo dì tutta la verità, a me me ricorda tanto Vverdone che ad agosta nun trova nessuno con cui annarsene in polonia, perchè sulla rubrica dell'agenda c'ha scritto soltanto Stadio Olimpico, Olmipico Stadio.

Leone Sbranadivani ha detto...

Roooar! Io un giorno così sarei andato allo zoo, a trovare mio cugino Lion King. Noi felini la malinconia la scacciamo con la carne fresca. Bella storia comunque. Un saluto.