Il giudice sul mulo Periodico perenne di linguaggi letterari.

venerdì 2 febbraio 2007

Il cinque maggio: lacrime brasiliane a Roma.

di Ezechiele Lupo

Eri il più forte
Sei il più forte
Eri la stella che potevamo toccare.
Nessuno mai meglio di te
Abbiamo pianto mentre urlavi.
Eri il fratello e l’amico
L’estraneo dagli occhi buoni.

Correvi e non cadevi mai
Eri la nostra sicurezza
Il tuo nome, l’urlo di dio.
L’unico contro tutti
Il tuo nome dieci volte più forte.

Perché non sei per me traditore?
Perché ancora sei l’unico al mondo.
Ancora di nascosto gioirò,
quando tu dimostrerai che sei il migliore.
Perché non posso odiarti?
Odio quelli che dicono che sei finito.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

UOMINI E NO
E' inutile cercare di salvarsi con la retorica del professionismo! Esistono valori ben più alti! E chi guadagna in soldi quello che vuole, può permettersi di compiere quel gesto negato a più di metà della popolazione mondiale: SCEGLIERE!
Se si sceglie senza cuore, questi sono i risultati!
Ciao
cyd

davide ha detto...

Piansi anche io lacrime così amare...ma tranquilli, i momenti lieti devono ancora arrivare...e con questi il derby