Il giudice sul mulo Periodico perenne di linguaggi letterari.

lunedì 15 settembre 2008

Due poesie

di Asincheraglia

1.

In un cassetto pieno di buio
Prismi di emozioni sfumano
Nel passato e nel futuro
Tempi che si misurano
Mentre il termometro di ciò che succede
È rotto dall’assenza del pensiero
E dalla forza della vita
Bianca a tratti
Come il vento che di notte abbraccia
E fa respirare
Spolverando brani di idee.


2.

Chissà cosa pensiamo
Quando abbiamo altro a cui pensare
E mentre ti guardo
Rapida passante
E mentre ti ascolto parlare
Il rumore dei tacchi non c’è più
Il foglio che si sfoglia tace
Sento solo un filo di nailon
Che lega i nostri occhi
E ritaglia fantasie troppo diverse
Per non riconoscersi.

3 commenti:

Filottete Tassinari ha detto...

Nella coscienza germogliano scaglie di verità.

Sir Paul Tavani ha detto...

gran lavoro di emozioni.



Avessi qui la moleskine avrei da citare Debussy al riguardo...
qualcosa sul calpestare senza riguardi le aiuole del pensiero in giacca e cravatta...
e anche Gauguin (resta un mistero se si scriva così) ha parlato a lungo di emozioni e di come vi sia da tornare al primitivismo per nutrirsi di quel latte fecondo, ed emozionale.

E poi scoprire che Fontana, nel fare un taglio ha creato (tutto sommato) una fica ci mostra, con ogni probabilità, quanto sia dolce e remunerativo il viver di emozioni e aneliti.

Anonimo ha detto...

signor tavani.. il fatto che lei veda una fica nel taglio di Fontana e lo riconduca a queste poesie mi induce a pensare che il suo stato emozionale sia eccezionalmente primitivo. comunque non si preoccupi: freud è dalla sua.