Il giudice sul mulo Periodico perenne di linguaggi letterari.

martedì 4 dicembre 2007

Pensava al risotto

di Nepomuceno Sadda

“Stanotte ho avuto un incubo.”
“Racconta su!”
“Hai presente un labirinto?”
“Siepi o muri di cemento?”
“No cemento…nemmeno siepe…bianchi di plastica parevano…comunque non è importante per il proseguo della fabula.”
“Tu dici? Potrebbe essere importante.”
“Davvero? Comunque c’è questo labirinto. Lo osservo dall’alto, ho una visione totale, divina, direi. Dentro ci sono delle persone. Non riconosco i loro volti ma so che mi sono care…”
“Senza sapere chi sono?”
“Sì, te l’ho detto. Lo so e basta. Sono intrappolate e disperatamente cercano l’uscita. Corrono, s’affannano, inciampano, sbattono una contro l’altra…piangono e urlano e io sono lontana e non posso fare nulla.”
“Fine del sogno?”
“No. Ti ho detto che il labirinto non ha uscita? Io lo so, lo vedo, ma loro no, sperano, e la speranza li costringe a vagare incessantemente, senza posa, eternamente…voglio dire loro la verità, che non c’è via, non c’è uscita ma la voce mi si smorza in gola…non esce che un grido rauco…e poi mi sveglio.”
“Fine del sogno?”
“Ti ho appena detto che mi sono svegliata.”
“Magari era uno di quei sogni ricorsivi, quelli che sogni di svegliarti ma sei in un altro sogno…”
“No, sono estranea a queste finezze, io.”
“Beh, e qual era la tua sensazione al risveglio?”
“Disagio e impotenza.”
“Ecco, sai succede anche a me di sognare cose così: intendo situazioni nelle quali sono impossibilitato ad intervenire da forze di causa maggiore…il senso di disagio non nasce dalla mia inadeguatezza o dalla mia incapacità di cambiare le cose…no, è dovuto alla logica perversa del sogno…l’impotenza è imposta da una volontà suprema alla quale devo sottostare…mi ritrovo in balia degli eventi e non posso agire per ragioni che dipendono da un oscuro disegno del cosmo, non dalla mia volontà…”
“...oh Gesù, tu dopo un incubo ti costruisci la tua bella filosofia?”
“Beh, che c’è di strano?”
“Io ho solo pensato al risotto della sera prima e che forse non l’avevo digerito. Così mi sono alzata e ho preso la citrosodina.”
“Siamo diversi insomma. Io sono tutto pensiero, tu tutta azione.”
“Questo comporta qualcosa?”
“Probabilmente avremo in futuro qualche problema di comunicazione. Ci muoviamo su piani differenti, forse sarà difficile rimediare se mai ci fosse una crisi.”
“Oh caro, ma io so come puoi rimediare…”
“Come?”
“Comincia col baciarmi.”

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Verrebbe da dire: Nepomuceno Sadda –virgola- ma dove trovi tutte ste donne solo azione, che vorrebbero copulare dalla mattina alla sera e che, a furia di mutandine discinte, fanno passare l’ideale ebete dell’ “Ammore”? Ce le faresti conoscere?
E invece no. Ragionando, Il caro Nepumuceno ha colto nel segno. Indovinello: chi ha, nel corso di una recente manifestazione, cacciato delle deputate della Repubblica, allontanato dei fotografi solo perché maschi, occupato con prepotenza un palco montato per una trasmissione tv, imbrattato i muri di Roma con scritte tipo “un uomo morto non stupra”? Donne. Dolci, Gentili, Miti, pulzelle.
E’ vero, magari l’autore non intendeva fare polemica di genere. Ma io, che adoro l’alterco, colgo la palla al balzo non potendo fare a meno di individuare il filo rosso che lega i personaggi di Sadda alle nuove identità maschili e femminili. La prima divenuta pavida, idealista e lambiccata, la seconda fattasi aggressiva, pragmatica e lineare.

Alceo Carognetti ha detto...

Caro Nepomuceno o come diavolo ti chiami una domanda: ma la protagonista di qusto secondo racconto è sempre Nadia? Sono curioso.
Alceo

Francesco ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Frank ha detto...

Non so se l'autore vi si ispira, ma questo racconto mi ricorda molto il finale di Eyes wide shut di Kubrick. Lì la battuta finale era più esplicita e meno allusiva, ma il significato era identico e veniva ugualmente dopo una storia di sogni e interpretazioni psicanalitiche.

Devo dire comunque che l'annunciata svolta erotica è ben poco erotica e che mi pare una (riuscita e pienamente postmoderna) trovata commerciale, questa volta non del solito Ezechiele Lupo ma di Norberto Giffuri.

In ogni caso dall'ultima volta che vi sono venuto, questo blog lo trovo decisamente affollato ed anche da personaggi di una certa fama...

p.s. Ho cancellato io prima un commento mandato non intero per sbaglio.

Mike Bongiorno ha detto...

Eh,eh...finamente vengo anche io a lasciarvi un commento cari amici...eh,eh...sapete, è tanto che vi seguo e vi trovo davvero fantastici...siete più salutari di un bel quiz...eh,eh... quando ho bisogno di un po' d'allegria, vengo qua da voi...eh,eh e ne trovo quanto ne ho voglia eh,eh...anche se ultimamente mi ha un po' sorpeso un certo tono licenzosetto...eh,eh...ma continuate così...rischiate tutto!... e se ve lo dico io, cari amici, c'è da fidarsi.
Il vostro Mike

nepomuceno sadda ha detto...

frank coglie nel segno quando cita "Eyes wide shut" del cicciottello kubrick...il finale del dialogo è più suo che mio. Diamo a Stanley quel che è di Stanley. Rispondo poi ad alceo carognetti: no, non è Nadia, Nadia è un fantasma del passato. Infine per l'anonimo anonymous: non era mia intenzione essere polemico. Se vuoi il mio punto di vista sulla questione uomini e donne dico: fra 200 anni saremo tutti androgini e possibilmente ermafroditi. La guerra tra i sessi è solo un retaggio della liberazione dei costumi e sa tanto di novecento. Ce la lasceremo alle spalle.

Filottete Tassinari ha detto...

Sono perplesso.

Norberto Giffuri ha detto...

Filottete Tassinari ci puoi illustrare le ragioni della tua perplessità?