Il giudice sul mulo Periodico perenne di linguaggi letterari.

venerdì 6 giugno 2008

Coldplay

di Ezechiele Lupo

Se mi vuoi, perché mi lasci andare
Se mi vuoi, perché mi lasci andare
Se mi vuoi, perché mi lasci andare

Se mi vuoi, perché mi lasci andare

Attraverso i campi del passato
Rifuggo complessi edipici
Più grandi di me
E tutto contribuisce alla somma di un carattere

Se mi vuoi, perché mi lasci andare

L’ultimo ricordo non può essere sangue sul lenzuolo
Dalla tua parola spesso nasce un ragionamento umano
La mia freddezza ti insulta
Forse più di una sprezzante manata sul naso
(Bada bene: una bella mano fa comunque male)

Se mi vuoi, perché mi lasci andare
Se mi vuoi, perché mi lasci andare

Sono interrotto dall’ignoranza
Interdetto nel non detto
Irrequieto tre le mie due facciate popolare e borghese
Imperfetto per te: amavi, sognavi, partivi…

No dai, freddo no.

Se mi vuoi, perché mi lasci andare
Se mi vuoi, perché mi lasci andare
Se mi vuoi, perché mi lasci andare.

2 commenti:

Asincheraglia ha detto...

Non è male.

Ezechiele Lupo ha detto...

Grazie.