Il giudice sul mulo Periodico perenne di linguaggi letterari.

giovedì 13 marzo 2008

Senza titolo

di R. Castoro

Chiuso fra un’aspirazione e me stesso
Sotto una stoffa dalla quale non vedo
Avverto il suono di una luce
Che disegnando una nota
Annoda il sonno e la veglia
Di una giornata che inizia finendo.

8 commenti:

Uberto ScofanaTrofie ha detto...

Sig. Castoro, la sua poesia rode le nostre più consumate certezze...Era forse sua intenzione costruire una diga contro la deriva dei nostri facili ottimismi? U.

Mike Maramao ha detto...

Veramenti belli, veramenti belli anche questi poesia di nostro amico Castoro. Io grande stima di tutti lavoro che voi fate, grandi passione per leteratura, grandi impegno voi mettete in questo importanti lavoro, io apprezzari molto e io penso continuari a leggere vostri poemi.
Anche pero io volio dare voi qualcosa. Quindi dedico Castoro mio piccolo poema che io ami molto:

You like porn
I eat corn,
you drink milk
I wear silk:
That's the way life is it
from the cradle to the pit.

Amici, molti fa piacere me se mi dite cosa voi pensari di piccolo mio poema. Grazii

M.

R. Castoro ha detto...

Oh no, la poesia non costruisce dighe. Io neppure. Ci vuole tanto coraggio per essere ottimisti. Spero che lei ne abbia a sufficienza…

Filottete Tassinari ha detto...

Ottimismo e pessimismo, due diversi lati della vita.

Gennaro Spezzacane ha detto...

Sig. Castoro mi ritrovo in quello che dice e alla stesso tempo però mi riservo la possibilità di uno spiraglio di ottimismo.

Liège Bastogne ha detto...

Essere un po' ottimisti è una buona cosa. Ti aiuta ad andare avanti e a non rendersi inerti nei confronti del mondo. Stando attenti però a che non si sconfini nell'ebetismo, cosa ben peggiore di qualunque pessimismo.

Marino Ugonotti ha detto...

Caro Liege, trovo le sue considerazioni alquante calzanti. Per questo mi associo a lei. Mai cedere all'inerzia dl vivere.

Il Rabbino ha detto...

Parafrasi:

In lotta fra il dovere di alzare il culo dal letto e il desiderio di stiracchiarmi per ore nel letto,
mi copro la testa con le lenzuola per non vedere la luce che entra dalla finestra,
avverto il suono della sveglia elettrica che riflette la sua luce sul soffitto
ed emana un suono tanto crudele
da legare per i capelli il sonno e la veglia.
Bla bla bla, bla bla bla.